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Fisioterapista per riabilitazione motoria

Studio fisioterapico, Monza Brianza

servizio di fisioterapia

La riabilitazione di pazienti con esiti di interventi chirurgici e traumi agli arti è particolarmente sviluppata.
La riabilitazione del rachide prevede il trattamento mirato di tutte le patologie del rachide con protocolli personalizzati o terapie di gruppo.
L’accesso al centro fisioterapico è dedicato a persone affette da:

 

  • esiti di fratture;
  • esiti di interventi chirurgici;
  • lombalgie;
  • lombosciatalgie;
  • artrosi della colonna;
  • scoliosi e dorso curvo in età evolutiva;
  • disfunzioni articolari e vertebrali.

In particolare per la scoliosi vengono attuati specifici programmi individuali stilati sulla base della valutazione e delle indicazioni fornite dal fisiatra al momento della visita, necessaria per accedere al servizio.

Un valido contributo è dato da un programma specifico di rieducazione motoria finalizzata al recupero delle lombalgie croniche ed alla riduzione di episodi acuti.

Kinesiterapia

La kinesiterapia è una particolare terapia manipolativa usata in fisioterapia che si prefigge la riabilitazione e la rieducazione funzionale di singoli muscoli o gruppi muscolari o dell’intero organismo, attraverso l’attuazione di specifici movimenti.

Distinguiamo una kinesiterapia passiva, in cui i vari movimenti vengono fatti svolgere all’organismo da una forza esterna ad una kinesiterapia attiva, in cui è l’organismo stesso che deve produrre, attraverso il suo apparato muscolare, l’energia necessaria alla realizzazione degli esercizi. Le tecniche della kinesiterapia attiva includono esercizi di movimento liberi, esercizi in compagnia del fisioterapista, esercizi agli attrezzi su impianti fissi (ad es. la spalliera) o con attrezzi mobili (ad es. una palla). La kinesiterapia passiva viene generalmente eseguita da un fisioterapista e consiste principalmente in cambiamenti di posizione degli arti e in movimenti passivi delle estremità del paziente, dosati gradualmente.

L’importanza di questa tecnica terapeutica, già conosciuta ai tempi degli antichi greci, è andata sempre più diffondendosi negli ultimi anni, in quanto l’evoluzione della società moderna ha determinato una progressiva riduzione dell’attività fisica da parte delle persone.

Inoltre, la benefica influenza che essa esercita sull’attività respiratoria, sulla circolazione sanguigna e sul metabolismo fisico è di per se stessa un’ottima prevenzione contro molte delle patologie croniche contemporanee.

La kinesiterapia trova anche vasto campo d’applicazione nelle malattie che colpiscono le articolazioni e nelle malattie degenerative delle articolazioni (ad es. l’artrosi) e dei tendini, oppure nella rieducazione post-traumatica degli arti immobilizzati da apparecchi gessati.

Un'altra applicazione la si trova nel campo delle malattie dell’apparato respiratorio. Alcuni esercizi respiratori, infatti, possono contribuire a potenziare e migliorare la ventilazione polmonare in malattie come l’enfisema o le bronchiti croniche, esercitando anche una benefica azione sulla circolazione polmonare. Questo tipo di terapia è utile anche in gravidanza, sia come preparazione al parto, sia nel postpartum per ridare tono alla muscolatura dell’addome.

Da tutto ciò è evidente l’importanza della kinesiterapia nelle diverse tipologie di affezioni morbose, ma è anche utilissimo ricordare che essa, per essere realmente utile ed efficace, deve essere attuata sempre dietro precisa indicazione del medico e sotto la guida di un fisioterapista ed inoltre, essa ha soltanto un’azione riabilitativa e rieducativa sulla funzione compromessa, e che dunque non cura la malattia, ma le conseguenze che tale malattia determina.

Mobilitazione attiva e passiva

Le mobilizzazioni articolari hanno l'obiettivo primario di ripristinare una corretta ampiezza dei movimenti articolari risolvendo stati di contrazione muscolare e aderenze.

Scopo della metodica è quello di conservare libero il movimento articolare fisiologico nei diversi piani dello spazio, prevenendo la formazione di aderenze e di retrazioni, per riportare verso la normalità, la mobilità articolare patologicamente limitata.

Mobilizzazione passiva

Nel caso in cui la mobilità di un arto sia compromessa o comunque difficoltosa in seguito ad un intervento particolarmente delicato oppure in presenza di stadi di infiammazioni o spasmi muscolari particolarmente acuti. Attraverso questo tipo di stimolazione, l'articolazione del paziente viene sottoposta ad una serie di movimenti regolarmente ripetuti da una direzione all'altra ad opera del terapista senza che sia prevista alcuna contrazione muscolare volontaria da parte del diretto interessato. Scopo della mobilitazione passiva è lenire il dolore e ripristinare un adeguato livello di funzionalità dell'arto.

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